lunedì 30 marzo 2015

Dirty Old Town

una stretta di mano. qualche metro ed era tornato indietro
lasciando la sua scorta per darmi due baci sulle guance,
perché la stretta di mano era troppo formale.
cercavo il suo nome e speravo di non trovarlo.
e per giorni ho potuto vederlo in tv, parlare e spiegare.

sul momento non ti rendi conto della portata degli eventi.
poi la sera ci siamo trovati in piazza.
c'era un quarto della città con noi.

io non mi sentivo charlie, nonostante tutto.
e quanti di quelli attorno a mese fra un mese si ricorderanno.
di quello che facevano, di chi erano, di quello che difendevano.
non mi sento charlie perché non mi facevano sempre ridere.
perché per un periodo avevano giocato al limite.
perché forse ci giocavano ancora.

ma non avevo incrociato dei disegnatori.
avevo incrociato delle persone disponibili, sorridenti, gentili.
umili.

ho passato non so quanti giorni a piangere.
mi sentivo un'idiota.
parlando con amici e conoscenti mi son resa conto
che stavamo tutti così.
che chi mi stava intorno poteva essere charlie o no,
ma tutti vedevamo quello che stava accadendo.
ancora non erano sottoterra e già li facevano rivoltare.
chiese che suonavano a morto e
dittatori di mezzo mondo che sfilavano.

ma non in nome della libertà della stampa.
che molti manco sanno cosa sia.
erano lì uniti e pronti ad approfittare come carogne
per prendersi ancora un po' più di potere
sulle nostre vite. un po' più di controllo.

ho visto compagni e amici scannarsi
e mi son ritirata da tutto.
ora è il tempo del silenzio.

ma lo so che fra poco tornerà il tempo della resistenza.



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